Presentazione del Libro

Questo libro riassume la cronistoria della costruzione della strada del Passo S. Boldo nel primo semestre del 1918. E’ grazie al ritrovamento casuale di una scatola riposta in un vecchio scaffale nella cantina di una casa ubicata in Repubblica Ceca, a quasi mille chilometri dal Passo S. Boldo, e la curiosità di un ingegnere Boemo, se oggi si è entrati in possesso di una parte di storia fotografica altrimenti irrimediabilmente perduta. L’ingegnere Jan Kaiser, pronipote del Mastro carpentiere Imperiale František Krušina, un giorno, si trova tra le mani alcuni incartamenti grafici, qualche nota di memoria e un paio di album fotografici che rappresentano vari lavori effettuati in tempo di guerra, in tutta l’area alpina tra Italia, Austria e Slovenia. Curioso di vedere se alcune delle opere fatte costruire dal bisnonno fossero sopravvissute alle guerre e al tempo, giunge fino in Veneto. Qui viene casualmente in contatto con Gianpaolo Tomio che, resosi conto dell’importanza del ritrovamento, insiste nel voler mantenere i contatti nell’intento di riportare in Italia copia della documentazione fotografica. Kaiser alla fine acconsente. Inizia così un estenuante lavoro di cernita e suddivisione del materiale che Kaiser e Tomio, compiono alle volte a Bílá Třemešná (Rep. Ceca) e altre a Trichiana (BL). L’impegno dei due avvalorato dal supporto di molte altre persone, porta oggi ad avere questo libro e una omonima mostra fotografica.  Le immagini spesso datate con precisione dagli ufficiali dell’impero Austro-ungarico –oggi grazie a una donazione, patrimonio culturale della comunità cisonese– riproducono con accuratezza e dovizia di particolari, l’impressionante capacità tecnico-operativa del Genio Militare nel completare in soli 100 giorni un’opera ingegneristica fino ad allora considerata impossibile.

Tra le molte unicità rappresentate in questo libro, emergono alcune foto d’importanza storica assoluta: prima fra tutte l’immagine che ritrae la prima auto che ha percorso il passo S. Boldo ancora in via di ultimazione, corredata di didascalia che ne certifica la data certa e l’ora esatta del primo transito.  Vi sono poi le foto che rappresentano il Comandante in capo di tutta l’operazione: il Ten. Col. Waldmann. Molte cose si conoscevano di quest’uomo ma solo ora si può accostare con certezza ai suoi scritti e alla sua storia il volto corretto, tra l’altro da lui stesso autografato. Si possono poi verificare in maniera visiva quali fossero gli strumenti, le attrezzature e i macchinari che un secolo fa furono utilizzati per costruire un Passo oggi considerato tra i più belli dell’intero arco alpino.